La Riserva Naturale Speciale dei Monti Pelati e di Torre Cives è una ristretta fascia di circa 3 chilometri quadrati situata nei Comuni di Baldissero Canavese, Vidracco e Castellamonte.
I Monti Pelati si notano da lontano, in quanto modesti rilievi insolitamente brulli e quasi spogli di vegetazione, incastonati all’estremità occidentale delle verdi colline dell’anfiteatro morenico di Ivrea. La loro particolarità principale,da cui discendono in gran parte le altre, è la natura del sottosuolo.
Sono costituiti in gran parte da peridontite, una roccia compatta dal colore verde scuro sulla frattura fresca e sovente ricoperta da una patina superficiale rossastra di ossidi di ferro. Le peridontiti sono rocce magmatiche intrusive, formatesi cioè per solidificazione a grandi profondità e pressioni di materiali allo stato fuso o comunque plastico. Questo tipo di roccia, molto dura ed a carattere nettamente basico, da’ luogo a terreni di per sè poco favorevole alla copertura vegetale. Inoltre, in questo sito, ha subìto un notevole processo di trasformazione ad opera di soluzioni acquose (di origine profonda oppure superficiale, tale questione è ancora controversa ed è stata studiata da geologi di tutto il mondo).
Una parte dei minerali originari (essenzialmente olivina, un silicato di magnesio) si sono trasformate in magnesite (carbonato di magnesio, dall’aspetto di calce rappresa) e opale (biossido di silicio idrato, un minerale simile al vetro lattiginoso) che, sotto forma di innumerevoli vene e filoncelli, intersecano in tutte le direzioni le rocce.
Questa alterazione, unita ad una piovosità media piuttosto elevata, ha reso il suolo dei Monti Pelati facile preda dell’erosione, ecco la ragione del loro aspetto e del loro nome.
I Monti Pelati sono rimasti un’oasi per gli alberi e gli arbusti (betulla, roverella, salicone, pino silvestre, per citare i più diffusi tra quelli spontanei) che lottano per la sopravvivenza in un ambiente difficile e per la fauna, che annovera alcune specie di uccelli particolarmente adatti ai terreni scoperti e rocciosi (cincia mora, tottavilla, codirosso spazzacamino e molti altri).
Avifauna dei Monti Pelati
L’incontro di elementi apparentemente contrastanti permette la convivenza di specie animali che normalmente occupano habitat differenti.
Ad una quota di circa 500 metri slm (l’altitudine maggiore dei Monti Pelati è di 581 metri) troviamo la Bigiarella, un silvide migratore, che sulle Alpi nidifica solo oltre i 1000 metri di quota e la Cincia dal ciuffo di solito legata agli estesi boschi montani di conifere.
A breve distanza, in questo ambiente dove si alternano piccole conifere, erbe alte e terreno nudo, troviamo due specie che non sono segnalate altrove in Canavese: il Calandro, un uccello simile alle più comuni ballerine, di cui si è accertata recentemente la nidificazione, e l’ Occhiocotto. Entrambe le specie sono tipiche del clima mediterraneo e si rinvengono comunemente nel centro sud dell’Italia o sulle fasce costiere.
Accanto a queste particolarità non dobbiamo dimenticare la notevole quantità di specie più comuni ma non per questo meno interessanti; tra le oltre cinquanta specie osservate fino ad oggi traviano la Tottavilla, molto simile all’allodola, numerosi fringillidi come il Fanello, il Lucherino, il Verdone, il Cardellino e gli zigoli tipici delle aree aperte tra cui spiccano lo Zigolo giallo e il comunissimo (solo qui) Zigolo nero il cui monotono ma caratteristico canto si sente quasi in ogni periodo dell’anno.
Durante la migrazione incontreremo anche il Codirossone e il Culbianco che sostano prima di proseguire il loro viaggio diretto alle montagne circostanti.
La recente apertura della discarica di Vespia, ha attirato due nuove specie opportunistiche e gregarie: il Corvo imperiale ormai presente tutto l’anno, la cui recente espansione lo ha portato a nidificare in pieno centro abitato a Rivarolo, caso unico in Europa, e il Nibbio bruno, un rapace migratore considerato uno spazzino, la cui attività è particolarmente ben vista nei paesi del terzo mondo in quanto contribuisce a eliminare immondizie, fonte di numerose malattie.
Le due specie hanno ormai eletto i Monti Pelati come loro dormitorio abituale.
Gli abitanti più interessanti, anche se meno appariscenti, sono alcuni insetti rari, quali Phytoecia Vulneris (un coleottero Cerambicide), Pedasia Luteella (un Lepidottero) e Leptothorax Flavicornis (un raro Formicide).
Tutto ciò, sopra descritto, sono specie per le quali I Monti Pelati, a clima particolarmente secco ma poveri di copertura vegetale, costituiscono la nicchia ecologica ideale per la conservazione di piccole e perciò fragili, popolazioni, le uniche nella nostra regione e fra le poche in Italia.
Sicuramente un ambiente così unico nel panorama piemontese ci riserverà ancora in futuro altre interessanti scoperte di carattere ornitologico, certezza che deriva dal fatto che solo da un poco di tempo sono iniziati studi più regolari e sistematici incentivati dal fatto che da alcuni anni, riconoscendone il valore, la Regione vi ha istituito un’area protetta.









